L'estate stava finendo, e Ares avrebbe presto festeggiato il suo secondo compleanno. Oramai lo conoscevano tutti nel raggio di centinaia di chilometri, e le sue prodezze tra discoteche ed autogrill davano ottimi spunti di conversazione ai vecchietti nei bar."Vedrai che un giorno anche lui diventerà adulto, serio... un vero dobermann!" continuavano a ripetermi tutti, veterinario compreso, ma quel giorno sembrava non arrivare mai.
Nonostante il caldo afoso che costringeva il resto della popolazione canina a dormire tutto il giorno, Ares era sempre impegnato ad escogitare qualcosa per attirare l'attenzione su di sè. E devo dire che gli riusciva benissimo!
Così, quando suonò il campanello e mi trovai davanti due carabinieri in divisa, il mio battito cardiaco restò nella norma, non diventai pallida nè mi agitai. Riuscii a chiedere semplicemente "Ok, che ha fatto oggi?". Ma quando me lo spiegarono, faticai a crederci. Non poteva essere arrivato a tanto. Un cane solo, un cane idiota come il mio, uno stupidissimo dobermann con l'aria da pesce lesso e l'alito da alligatore...
Salii in macchina con loro verso il centro del paese. Lo spettacolo che mi si parò davanti mi fece aumentare il battito cardiaco, impallidire ed agitare: un gregge intero di pecore bianche come il latte passeggiava indisturbato per la strada, pescando del buon cibo dai giardini meticolosamente curati o dalle aiuole cittadine. Tra di loro, la PECORA NERA saltellava entusiasta, governando quegli ovini e conducendoli molto probabilmente verso casa nostra. Dietro di lui, due paciosi marremani lo seguivano obbedienti, aiutandolo a tenere unito il gregge in quel delirio di belati e zoccoli che picchiavano sull'asfalto.
"Cosa devo fare?" sussurai con aria colpevole al pastore che ci aveva raggiunti furibondo.
"Portare via quel figlio di Satana!" mi sputò addosso lui cercando di intimidirmi con un bastone di legno.
Non so quante ore ci vollero per ricondurre le pecore al pascolo. So solo che per giorni l'intero paese puzzava in modo terrificante e gli escrementi secchi di centinaia di pecore troneggiavano sulla strada dando il benvenuto ai turisti.
Pagai una multa salata e il sindaco in persona mi spedì una simpatica lettera in cui c'era scritto a caratteri cubitali che il mio cane doveva essere tenuto a catena, o in box, o in recinto o in manicomio (questo non c'era scritto, l'ho aggiunto io), ma non doveva mai più essere visto vagare per il comune.
Quella sera restai pensierosa sul divano abbracciata al mio bambinone che sapeva di sterco di vacca, rendendomi veramente conto che era fuori da ogni controllo. Lui, invece, sembrava pienamente soddisfatto di sè. Aveva fatto Lassie, RinTinTin ed ora anche il cane da pastore. Mi baciò lasciandomi dieci quintali di bava appiccicosa sulla guancia e sorrise. Sorrise davvero. "Hai visto mamma? Ora anch'io lavoro. Non puoi più lamentarti del fatto che devi mantenermi!". Questo più o meno lessi nei suoi occhi.
"Vieni sheepdog" sorrisi stanca "andiamocene a letto...".
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