domenica 20 dicembre 2009

Cap. 8 - Toc Toc?

Per mia grande gioia, Ares aveva trovato degli amici. Due bellissimi, enormi bovari del Bernese con cui trascorreva piacevoli pomeriggi estivi tra i prati e i boschi che ci circondavano. Questo mi dava modo di avere più tempo libero e meno cose da aggiustare, e l'iniziale preoccupazione a lasciare il mio bambino libero di girovagare con altri cani passò presto, notando la bravura dei due a non allontanarsi mai troppo da casa.
Prima dell'imbrunire, comunque, Ares si presentava davanti a casa e grattava finchè gli andavo ad aprire. In effetti non avevo più una vera e propria porta, ma piuttosto delle assi graffiate e dilaniate che penzolavano storte.
Erano circa le tre del pomeriggio e stavo facendo la doccia, quando sentii il famoso rumore che preannunciava il ritorno del vandalo.
"Che ci fai già a casa? Ora mi sciacquo e arrivo!" gli gridai, come se potesse capire. Per tutta risposta, Ares grattò ancora e ancora.
"Arrivo, grandissimo rompi scatole!!!" urlai ancora più forte cercando a tentoni un asciugamano. Ma quando uscii dalla vasca da bagno, c'era un totale silenzio. Pensai che, stufo di aspettare, il mio cane fosse tornato dai suoi amici a giocare, ed iniziai a pettinarmi canticchiando un ritornello di Battisti e usando la spazzola come microfono.
Ad un tratto, però, un rumore fortissimo, come un'esplosione, mi fece fare un salto quasi fino al soffitto.
"Oddio il terremoto" pensai correndo fuori in mutande.
Avevo ragione, era proprio il terremoto. Un terremoto nero focato con la coda mozza e le orecchie da terrier.
Aveva emulato Lassie, ne ero sicura. Nessuno gli aveva aperto la porta, così lui era entrato dalla finestra. Dalla finestra chiusa.
C'erano vetri ovunque. Ma sopratutto sulla scrivania, ed in particolar modo sul computer portatile di Michele, che ora somigliava di più a una sottiletta nera che mandava scintille qua e là.
Ares stava lì, in mezzo a quel delirio, scodinzolando felice, con la lingua fuori e uno sguardo soddisfatto dipinto sul muso. Non aveva un graffio! Lo controllai e ricontrollai una dozzina di volte, ma non si era fatto nemmeno una minima ferita, il che sembrava incredibile osservando il danno che aveva commesso.
Chiusi la porta della stanza senza nemmeno provare a raccogliere i cocci di tutto quel delirio. Uscii di casa quasi in trance per andare a comprare del plexiglass, tenendo stretto il guinzaglio di quel diavolo ambulante che nel frattempo si impegnava in tutti i modi a staccarmi un braccio.
Dalla finestra uscì la faccia sorridente del mio simpatico vicino, che mi salutò con la mano e mi disse "Ho visto il Suo cane lanciarsi contro la finestra e distruggerla! Ha mai pensato di mandarlo in polizia?". Sorrisi mesta, pensando che con tutti i soldi che avevo speso per le malefatte di Ares in nemmeno un anno di convivenza, avrei potuto comprarmela, la scuola di polizia!

3 commenti:

  1. ho trovato un cane che ha fatto più danni del nostro Cid.... Bellissimo!!!!!

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  2. ahahahaha ma quante te ne ha fatte??? troppo forte

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  3. oddio mio ahahahah è favoloso questo cane anche se fa danni da morire adoro quello che scrivi

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